FESTINO nella sera del giovedì grasso avanti cena


Nel panorama storico del Teatro Musicale, la “commedia armonica” si pose come l’anticamera di quella straordinaria rivoluzione che si chiamerà melodramma.
Durante il Rinascimento svariati furono i tentativi di tessere un sempre più stretto dialogo tra teatro e musica, lo stesso dialogo che aveva guidato i grandi maestri della polifonia nel gestire i loro giochi di intreccio tra parola e suono. Il genere musicale che più d’ogni altro portò la parola ad essere una sorta di teatro ideale, senza mimesi, senza dubbio fu il madrigale. Nel tardo Cinquecento nacquero anche strutture più complesse, composte da madrigali, villanelle, canzonette, versi recitati e interventi strumentali, mescolate secondo quello spirito che contraddistinse la Commedia dell’arte, emblema del periodo posto a cavaliere del tardo Rinascimento e del Barocco. In questo scorcio storico posto sul crinale di due mondi espressivi, Adriano Banchieri, monaco olivetano che usò vari pseudonimi, fece di questo stile il suo linguaggio peculiare. Tantissime le commedie armoniche da lui pubblicate e giunte a noi, soprattutto di area veneziana, con ampi passaggi in dialetto veneta. Anche il Festino, che rientra tra le opere più famose del monaco, nacque in quell’idea allargata di Commedia dell’arte, che puntava al “commediare” attraverso maschere, citazioni, versi di animali e altro ancora, con l’intento di cogliere un senso morale o un significato contestualizzato. Così come Banchieri esplicitò nella sua introduzione, il Festino rappresentava un espediente per ridicolizzare le antiche e tradizionali forme di scrittura musicale: dal contrappunto severo, ai madrigalismi serrati; dalle villanelle nonsense, alle danze di estrazione popolare. L’autore presentò il personaggio del “Diletto moderno”, cioè il nuovo modo di concepire la musica; lo “stile moderno” come lo definirà Caccini nella sua raccolta “Le nuove musiche”, o ancora, come dirà Monteverdi, la ”Seconda pratica”, che segnerà il grande passaggio ad una nuova epoca musicale.


14 settembre 2019 – Giovinazzo Sala San Felice – h 20,30
15 settembre 2019 -Mola di Bari Palazzo Pesce – h 21,00

Adriano Banchieri
FESTINO nella sera del giovedì grasso avanti la cen
a
Commedia armonica del 1608

Regia : Nicolò Marzocca
Capo comico: Giordano Cozzoli
Attori: Maria Pia Caputi, Nicola Ceo, Francesco Guarino, Mina Fiore
Costumi e Allestimento: Nicolò Marzocca
Sarta di produzione : Maria Giannini
Maschere realizzate da ARToff di Francesco Cinnella – Molfetta

Si ringrazia : Associazione Culturale Musicale TO PLAY – Ruvo di Puglia, Angela Ognissanti, Tiziano Gagliardi, Saverio Amorisco

Ensemble vocale Florilegium Vocis:
Giusi Bottalico, Anna Giordano – SOPRANI I
Giovanna Greco, Giusy Magnisi – SOPRANI II
Antonella Chiarappa, Ester Nicoletti – MEZZO SOPRANI
Gianluca Ranieri, Marco Manzo, Teo Ugone – TENORI
Lucio Lorusso, Roberto Portoghese – BASSI

Ensemble della Cappella musicale S. Teresa dei Maschi:
Claudio Mastrangelo – VIOLA DA GAMBA
Fabio Armenise – ARCILIUTO
Sabino Manzo – CEMBALO

Solisti:
Valeria La Grotta, Margherita Rotondi, soprani
Tiziana Portoghese, alto
Francesco Amodio, tenore
Michele Dispoto, basso

Sabino Manzo, direttore

con il sostegno e la collaborazione del Comune di Giovinazzo

PER L’EVENTO DEL 14 SETTEMBRE:
info e prenotazioni: +39 348 4922738 – florilegium.vox@gmail.com

PER L’EVENTO DEL 15 SETTEMBRE:
Info e prenotazioni: 3931340912 – palazzopesce@yahoo.it